Respirazione - rolfingfede

Federico Zeni
Massoterapia
Rolfing
Osteopatia
ARMONIZZARE IL CORPO IN GRAVITA'
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Respirazione

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In linea di massima la meccanica respiratoria è abbastanza semplice:
Si può comparare ad una pompa che tramite uno stantuffo a membrana (diaframma) inserito in un cilindro (torace) riesce a creare un aumento di volume nel suo movimento di discesa e una diminuzione di volume nella sua risalita.E' simile al funzionamento di una siringa con la differenza che in essa troviamo uno stantuffo a pistone, non a membrana.
Il diaframma risulta quindi essere il principale musc.respiratorio.
Ma esistono altri muscoli che aiutano il diaframma, soprattutto durante l'attività fisica intensa.Sono i musc.accessori, situati nel petto, collo, dorso.
Tutte queste strutture musc.hanno il compito di espandere il torace, alzare le coste per fare posto all'aria che dall'esterno deve raggiungere i polmoni.Questa è la fase dell'inspirazione, ma nell'espiro, normalmente, non è necessaria alcuna funzione muscolare.Essa avviene passivamente, per elasticità delle strutture coinvolte.
Si parla spesso del modo più corretto di respirare: respiraz.addominale o toracica.
In effetti non esiste un modo giusto o sbagliato, la respirazione è data da un misto di movim.addominali e toracici.
Siccome respiriamo circa 20.000 volte al giorno, dobbiamo fare in modo che questi atti respiratori risultino meno dispendiosi possibile dal punto di vista muscolare e quindi energetico.
Alcune delle cause che possono rendere difficoltosa la respirazione sono:
  • addominali retti ed obliqui corti ed ipertonici, i quali rendono difficoltosa l'espansione costale.
  • Scarsa mobilità delle vertebre toraciche.
  • Mancanza di orientamento, quindi testa e tratto cervicale non collaborano ad alzare e sostenere le coste alte.
  • Cattivo appoggio dei piedi.Da essi dipende la facoltà di rendere libero il bacino attraverso il pavim.pelvico.Un bacino mobile riesce ad adattarsi alla pressione esercitata dal diaframma durante la sua discesa-inspirazione.
  • Scarsa stabilizzazione lombare: il diaframma oltre ad inserirsi sull'arco costale ha origine sulle vertebre lombari quindi una loro instabilità  non permette una buona funzione inspiratoria.
Possiamo tranquillamente affermare che l'uomo moderno ha dimenticato la maniera economica di respirare, sia per i motivi strutturali sopra esposti che per una questione prettamente emotiva, dovuta essenzialmente agli stressors che ci colpiscono quotidianamente.
Come in tutti gli animali il corpo si "congela", si immobilizza nel momento in cui ci troviamo di fronte al pericolo e dobbiamo acuire i nostri sensi per accogliere un rumore o un bagliore di luce.
Ma ciò accade anche nel quotidiano, quando siamo costretti a contenere la collera, la paura, l'ansia.
L'immobilizzazione risultante si riflette particolarmente nella funzione respiratoria:
respiriamo in superfice, non riusciamo a espirare completamente e rimaniamo costantemente un po' in apnea.
Questa situazione dovrebbe avvenire solo in casi di emergenza ma spesso tende a sostituirsi al flusso respiratorio normale, portandoci ad avere un atteggiamento detto in INSPIRO.


ESERCIZI
Le esplorazioni ed esercizi proposti concorrono a migliorare la percezione del respiro e ad ottenere la consapevolezza per migliorare la sua funzione.Sono tratti dal libro: Equilibrare la postura, della rolfer Mary Bond
Esplorazione 1: come respiro?
sedetevi comodamente in poltrona, appoggiati allo schienale con la schiena e la testa. Cercate una po semisdraiata. Appoggiate delicatamente una mano sulla parte alta del torace e l'altra nella parte bassa, proprio al di sopra dell'addome.
Inspirate ed espirate a vostro agio, nel modo più consueto. Notate quale delle mani si muove per prima durante l'inspirazione. Questa osservazione vi indica se preferite respirare con il petto o con la pancia.
Ora fate un respiro profondo. Che mano si è mossa per prima in questo caso? Per respirare profondamente, avete preso aria dal naso o dalla bocca? Queste azioni vi indicano le modalità del vostro respiro sotto stress. A questo punto, mentre respirate normalmente, fate una stima approssimativa della durata dell'inspirazione e dell'espirazione. È più lunga la prima o la seconda?
(Tenete vicino un orologio, in modo da poter contare il ticchettio della lancetta dei secondi: è più facile e preciso del metodo "milleuno, milledue, milletre" ... ) Sempre continuando a respirare normalmente, osservate se fate delle pause. Alcuni fanno una pausa dopo l'inspirazione, altri dopo l'espirazione, altri ancora dopo entrambe le fasi.
Descrivete l'impegno che mettete nell'atto del respirare. Vi sembra di risucchiare l'aria oppure questa entra facilmente, richiedendovi soltanto di stare aperti a riceverla?
Se l'inspirazione è forzata, dove sentite lo sforzo? Nelle spalle, nel collo, nel torace o nella pancia?
Ora descrivete il vostro modo di espirare. Dovete espellere l'aria o vi limitate a lasciarla andare? Osservate anche se l'emissione d'aria è fluida e continua.
Tecnica 1: respirare nella schiena.
Inginocchiatevi a terra su un tappeto morbido o su un materassino da ginnastica, con gli stinchi disposti a V: alluci a contatto e ginocchia divaricate. Flettetevi in avanti a partire dalle anche e appoggiate la fronte a terra. Disponete le braccia in modo da stare comodi. Se in questa posizione sentite che le ginocchia sono sottoposte a uno sforzo eccessivo, mettete un cuscino sulle cosce e poi appoggiate la testa e il petto su di esso. Potete eseguire l'esercizio anche seduti su una sedia, con la testa appoggiata sul tavolo.
Prendetevi il tempo necessario per sentirvi bene nella posizione. Rilassate il collo in modo che tutto il peso della testa appoggi a terra, sul cuscino o sul tavolo.
Lasciate andare qualsiasi tensione a livello dell'addome, delle anche e delle gambe.
Ora inspirate dirigendo l'aria verso il basso e i lati della cassa toracica. Continuate a farlo finché non comincia a risultarvi facile, poi osservate come il movimento laterale delle coste riesca ad aprire la cassa toracica anche nella zona della schiena, tanto da sentire che si sollevano verso l'alto a ogni inspirazione.
Cercate poi di riprodurre la sensazione del respiro nella schiena anche sdraiati supini. Inspirate mandando l'aria verso il pavimento e contemporaneamente lasciate espandere le coste ai lati e sul davanti. Il movimento del respiro dovrebbe essere sempre tridimensionale.
Tecnica 2: Espirare passivamente
Sdraiati supini,
quando espirate dal naso, portate l'attenzione al peso del corpo sul pavimento. Invece di concentrarvi direttamente sull'espirazione, osservate la sensazione del corpo che si appesantisce.
A ogni espirazione, portate l'attenzione su una parte del corpo: caviglie, anche, dita, gomiti, mascelle, occhi, intestino, fegato... La scelta è virtualmente infinita. Scoprite le parti del corpo che si appoggiano più facilmente a terra. Assaporate la sensazione, poi lasciate che si diffonda anche alte parti del corpo che sembrano meno rilassate.
A ogni espirazione affidate sempre più il corpo alla gravità.Gradualmente, tutte le parti del corpo dovrebbero pesare uguale.
Rilassandovi in questo modo, rilassate anche i muscoli coinvolti nell'inspirazione.
Rilassare il diaframma è essenziale per espirare com Scoprirete che questa Tecnica aiuta a rallentare l'espirazione e a prolungare la pausa che la conclude. Anche l'inspirazione, a questo punto, si presenterà in modo sempre più spontaneo, piacevole, senza sforzo.
Questa Tecnica porta con sé un profondo rilassamento, quindi, per concluderla, datevi un tempo
sufficiente per recuperare la consapevolezza di ciò che vi circonda.

Nel video vediamo come esistono più diaframmi coinvolti nella respirazione:

  • Diaframma craniale, col suo tentorio e falce cerebrale coinvolti nel movimento cranio-sacrale del liquido cefalo rachidiano.

  • Diaframma cervicale che divide le tensione di parte alta e bassa del corpo.

  • Diaframma toracico, principale muscolo respiratorio.

  • Diaframma pelvico, divide addome dagli arti.

Federico Zeni - via Vallusella 6 - 38038 Tesero TN - tel.331 185 4003 - zenifede@gmail.com
Il Rolfing e l'osteopatia sono tecniche del benessere che non sostituiscono le terapie mediche e sono successive alla diagnosi medica.
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